| Sonata n.2 in Do Diesis minore |
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op.27 "Al Chiaro di Luna" |
La Sonata in do diesis minore op.27 n.2 è nota al grande pubblico con il titolo "Chiaro di Luna". La denominazione venne coniata dal poeta Ludwig Rellstab,
il quale scrisse che la sonata evocava in lui immagini di una passeggiata notturna sul lago dei Quattro Cantoni proprio al chiaro di luna. Prima di ciò, la sonata venne soprannominata "della pergola"
, poichè si pensava che l'autore l'avesse creata all'ombra di una pergola. Secondo Holz, che avrebbe ricevuto le confidenze di Beethoven, il primo movimento sarebbe una marcia funebre in quanto improvvisato per un amico in fin di vita.
Listz disse che il secondo movimento era un "un fiore fra gli abissi".
Guida all'ascolto:
Primo movimento: Porta due indicazioni dell'autore: "sempre pp" e "delicatissimamente e senza sordini". Il pezzo inizia in modo grave, poi si apre una risonanza austera che si ripete dalla quinta misura in modo ciclico.
La pagina segue fluida, ma come se il tempo si fermasse, con una malinconia che cresce sempre più, facendo trasparire le incertezze esistenziali dell'autore.
Secondo movimento: E' breve e contrasta con gli altri due. E' una pagina graziosa che ha lo scopo di sollevare l'ascoltatore dal clima del primo movimento.
Terzo movimento: E' come una tempesta: aggressivo e affannoso. Due misure Adagio e poi si termina violentemente.
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