Intervista

Rosa Internet

L'UNIVERSO FEMMINILE VISTO DA INTERNET

Dario de Judicibus

Navigando in rete, si potrebbe avere l'impressione che si tratta di un mondo abitato prevalentemente da uomini. In realtà le cose non stanno così. La presenza femminile, sebbene non appaia particolarmente consistente, è più grande di quanto si possa pensare. E non stiamo parlando solo di navigatrici: molte donne giocano un ruolo attivo molto importante anche nello sviluppo e nella gestione della Rete. Ci sono sempre più donne che amministrano siti WWW, che disegnano e sviluppano pagine Web, che utilizzano Internet come mezzo di comunicazione e di promozione di iniziative varie, sia in campo ludico che sociale, e che intervengo con forza e decisione nelle discussioni che si tengono nei gruppi Usenet. Insomma, anche in Internet le donne si stanno ritagliando i loro spazi. Il fatto è che spesso lo fanno in modo più cauto, meno appariscente, senza le esasperazioni che caratterizzano certi aspetti della Rete. Non si tratta di timidezza o di insicurezza. Al contrario. È un approccio più ragionato, meno tecnico forse, ma estremamente interessante da un punto di vista sociale. Se per molti uomini la Rete viene vista come qualcosa di interessante in sé e l'aspetto tecnologico è considerato spesso prioritario rispetto a quello relazionale, per le donne la Rete rappresenta quello che effettivamente è: un mezzo per esprimere idee, sviluppare proposte, incontrarsi e confrontarsi. Tutte le pagine Web gestite da donne che ho potuto osservare hanno queste caratteristiche in comune: la grafica e lo stile sono volutamente più semplici, con un utilizzo molto più limitato di frame, animazioni e applet, ma non per questo meno efficaci. Anzi, in un mondo in cui ognuno cerca di stupire con effetti speciali e trucchi vari, queste pagine quasi colpiscono per il contrasto con il resto della Rete. Esse spesso rappresentano delle vere e proprie oasi di pace che permettono di concentrarsi più sui contenuti che sulla tecnologia.

Quanto detto finora è tuttavia un'opinione personale, e per giunta di un uomo. Senza contare che non è pensabile poter aver visto tutte le pagine sviluppate o gestite da donne, anche a voler rimanere in ambito italiano. Perché non chiedere allora il parere alle dirette interessate? Come è fatto veramente il ciberuniverso femminile? Lo abbiamo chiesto ad alcune italiane impegnate attivamente in Rete, ovviamente via Internet. Per questa ciberintervista abbiamo selezionato un certo numero di donne che per un motivo o per l'altro dedicano a Internet una parte del loro tempo. Purtroppo, per motivi di spazio, abbiamo dovuto limitare sia il numero di domande che il numero di persone intervistate. Ci dispiace che molte non abbiano potuto partecipare, anche perché abbiamo avuto una risposta molto positiva alla nostra iniziativa. Ringraziamo comunque tutte coloro che abbiamo contattato e ci ripromettiamo di coinvolgerle in futuro in altre iniziative come questa.

Claudia Caloi, 36 anni, sviluppatrice di software. È webmistress del sito

http://www.caloisoft.com

e sviluppa pagine web per i suoi clienti. Gestisce inoltre un sito dedicato all'Aikido su

http://www.geocities.com/Tokyo/2472

un'arte marziale giapponese che pratica ormai da vari anni. Sta cercando di realizzare un sito dedicato a Sport e Disabili. Attualmente sta ancora raccogliendo testimonianze per questo progetto. Claudia può essere contattata presso caloisof@caloisoft.com.

Elena Datta, 27 anni, titolare di una Società di Servizi Internet. È webmistress del sito

http://www.canavese.it. Elena può essere contattata presso elena@canavese.it, mentre le sue pagine personali si trovano presso

http://www.canavese.it/elena

Ermenegilda Uccelli Gravone, 52 anni, istruttrice di vela, madre e webmistress. È infatti l'ideatrice e la webmistress del sito Error! Bookmark not defined.

http://labvenezia.tol.it/cyber/infoperla

Ermenegilda può essere contattata presso uccelli@ux1.unipd.it.

Ombretta Santoro, 27 anni, responsabile marketing e grafica della ditta Wyvern. Sviluppa pagine web per lavoro, mentre nel tempo libero fa quattro chiacchiere nei vari gruppi Usenet. Ombretta può essere contattata presso Saomi@wyvern.peg.it, mentre le sue pagine personali si trovano presso

http://wyvern.peg.it/filehtm/ombri.htm

Rosaria Tassinari, 29 anni, patrocinatrice legale. È webmistress della Sezione Avvocati del sito giuridico Jura e della sezione «Vetrina», contenente gli aggiornamenti sulle novità del medesimo sito Jura. È inoltre responsabile del settore di diritto civile della rivista telematica Telediritto e collaboratrice del servizio sperimentale Tutor on line. Rosaria può essere contattata presso taribari@mbox.queen.it, mentre le sue pagine personali si trovano presso

http://infosistemi.com/jura/pp/tassinari/index.html

Silvia Agatello, 20 anni, studentessa. È responsabile di Spazio Donna presso il sito PegaCity

http://www.pegacity.it/dialogo/donna

la città virtuale italiana no­profit. Inoltre è responsabile delle pagine Tor Vergata's Students Online, attualmente su

http://www.ipsnet.it/netpages/room242

ma presto sul server dell'università. Silvia può essere contattata presso silviaag@geocities.com oppure donna@pegacity.it,mentre le sue pagine personali si trovano presso

http://www.agora.stm.it/S.Agatello


Come ti sei è avvicinata a Internet e al mondo dell'informatica in generale?

Claudia: per l'informatica in generale posso dire di essere «figlia d'arte». Mio padre lavorava nel settore elettronico e per il mio quindicesimo compleanno ho ricevuto in regalo uno dei primi sistemi a microprocessore. In questi vent'anni ho visto crescere il mondo dei personal ed ho sempre sviluppato software. Per la mia ditta, l'ingresso in Internet era una scelta obbligata per mantenersi «al passo con i tempi».

Elena: mi sono avvicinata al mondo dell'informatica grazie agli studi da me intrapresi e dopo il diploma di Perito Informatico ho continuato a seguire l'evolversi delle nuove tecnologie. Era inevitabile che mi interessassi anche a Internet.

Ermenegilda: al personal per scrivere in sostituzione della vecchia cara Olivetti 22 a Internet grazie a mio figlio che nelle sue incursioni newyorkesi si è lasciato stregare dai cavi ottici e prima mi ha incoraggiata e poi letteralmente contagiata!

Ombretta: frequentando l'istituto Tecnico Industriale di Specializzazione Informatica.

Rosaria: a seguito di una sorta di curiosità intellettuale per le novità, che credo contraddistingua il pensiero e la sensibilità femminile in genere. Ad Internet sono giunta ricercando un luogo adatto allo scambio delle idee e all'apprendimento non passivo delle informazioni più varie.

Silvia: nel maggio scorso ho comperato un Pentium con Windows 95 soprattutto per

motivi scolastici. Precedentemente avevo usato un Commodore 64 e un Amiga 500, quindi il salto è stato abbastanza grande. Il motivo? La curiosità verso tutto ciò che è nuovo e che permette di fare lavorare la fantasia.

La presenza femminile in Rete è realmente inferiore a quella maschile? E se sì, perché?

Claudia: per molti anni il settore informatico è stato effettivamente predominio maschile e io mi sentivo spesso una mosca bianca. Attualmente le cose stanno cambiando e credo che la presenza femminile su Internet sia in aumento.

Elena: a parte le giovanissime che vedono Internet come un fenomeno di tendenza, le donne che utilizzano un PC per lavoro o per uso personale sono poche rispetto agli uomini. Con l'inserimento di Internet in uffici, scuole e università diventeranno sempre più numerose le possibilità per le donne di entrare in contatto con questa nuova realtà.

Ermenegilda: attualmente ritengo sia inferiore. Le cause sono molteplici a cominciare dal dato economico e dal luogo comune che le donne sono «negate» per la tecnologia!

Ombretta: sì, ne sono convinta, anche perché è visibile, in quanto la maggior parte delle donne (ma anche molti uomini!), hanno paura di avvicinarsi al mondo Informatico, e quindi a Internet.

Rosaria: la mia esperienza in rete mi suggerisce che la presenza femminile è più vasta di quanto comunemente ritenuto. E ciò, a mio parere, a causa del più ampio fenomeno che non vede corrispondere al tangibile maggior peso acquisito dalle donne nella società, una analoga considerazione dell'importanza del mondo femminile nel comune sentire.

Silvia: certamente, forse perché il computer piace a poche donne. A volte alcune vedono nel PC un potenziale nemico, una postazione di lavoro e non di divertimento. E poi ci vuole del tempo da dedicare, che dovrebbe essere tolto alla famiglia (e se si hanno bimbi piccoli è un problema).

Le donne affrontano Internet in modo diverso rispetto agli uomini? Se sì, quali sono le maggiori differenze fra l'approccio maschile e quello femminile alla Rete?

Claudia: nel senso che i primi clienti (uomini) ai quali ho installato la connessione, il primo sito che sono andati a vedere è stato quello di Playboy? Scusa la battuta, era troppo «chiamata». Credo che se si considera l'utilizzo di Internet per ragioni di lavoro non ci siano differenze nell'approccio. Per chi ha effettuato la connessione per usare Internet per svago, credo che sia abbastanza diverso.

Elena: forse per un diverso tipo di sensibilità, gli uomini sfruttano maggiormente le risorse tecniche e informatiche della rete, mentre le donne sono più interessate all'informazione e alla cultura. Questa ovviamente non è una regola!

Ermenegilda: non sono sicura ma ho la sensazione che quando colgo una differenza sta proprio nel diverso approccio: le donne ambiscono a comunicare, gli uomini a rappresentarsi.

Ombretta: sì, penso proprio di sì, diciamo che l'informatica viene vista come una materia per soli uomini.

Rosaria: credo che con Internet stiano cadendo molte delle teorie che vedono le donne come maggiormente portate all'astrattezza, alla fantasia, al sogno, e l'uomo più concreto e meno sognatore. Si assiste infatti in rete a una uniformità di comportamento. È facile incontrare uomini che pubblicano poesie, racconti o che cercano di alleviare la propria solitudine.

Silvia: nel mio caso, l'approccio in rete è del tutto simile a quello maschile, ma qualche differenza esiste. Prima di tutto, in Italia siamo relativamente poche e per questo veniamo contattate spesso tramite e­mail (il che fa sempre piacere, ma a volte la posta è proprio tanta!). Secondo poi, (considerazione personale) sono abbastanza contraria all'idea di incontrare persone conosciute su Internet.

Internet è un mondo molto aperto, dove si discute liberamente di qualunque argomento, per quanto scottante o complesso. Qual è la tua posizione a riguardo?

Claudia: ritengo ci siano tre punti fondamentali. Il primo è proteggere i ragazzi (ancora pochi, credo, ma in futuro saranno sempre di più) dal contenuto di certe aree. Forse bloccare il browser è un po' poco. Il secondo è che quelle aree devono venire segnalate meglio. Non dovrebbe succedere di attivare un link perfettamente innocente e ritrovarsi su una pagina porno. Il terzo è che mi sembra giusto che chi vuole discutere di argomenti scottanti o difficili possa farlo, però ritengo che possibilità di avere e­mail anonime non sia una buona idea.

Elena: Internet è sicuramente un mezzo molto libero e democratico per esprimere opinioni e pubblicare informazioni. Tuttavia proprio perché quest'ultime sono rese pubbliche e accessibili a tutti, sarebbe necessario un maggiore controllo sul materiale introdotto nella rete.

Ermenegilda: mantenere la libertà del mezzo attribuendo responsabilità a quanti «smanettono» in rete!

Ombretta: Sono d'accordo. Mi sta bene così.

Rosaria: penso che Internet rappresenti una buona palestra mentale per abituarsi alla discussione e all'analisi degli argomenti più vari, come affrontati nei numerosi gruppi di discussione. Lo stimolo intellettuale è forte e lo scambio di opinioni costante.

Silvia: supporto la Blue Ribbon Campaign

http://www.eff.org/blueribbon

per la libertà di espressione su Internet. Penso che discutere non faccia affatto male, ma aiuti ad allargare gli orizzonti e devo dire che ho imparato molte cose navigando, grazie anche alla possibilità di confrontarmi con l'esperienza delle altre persone. La comunicazione è importantissima e va affrontata anche su argomenti delicati.

I media non specializzati accusano sempre più spesso Internet di essere all'origine di molte situazioni e comportamenti asociali o comunque discutibili. Come giudichi questo modo di vedere la Rete?

Claudia: non credo che Internet possa essere indicata come l'origine. Questi comportamenti, già comunque presenti, trovano soltanto modo di esprimersi. Per dirla brutalmente, il commercio di foto di bambini nudi non è nata con Internet, esisteva già prima. La garanzia di anonimato che Internet può fornire la rende soltanto un mezzo in più, ma non si può ritenere Internet colpevole di questo più di quanto lo siano le cassette postali o i depositi bagagli.

Elena: anche radio, televisione e giornali sono spesso accusati di causare comportamenti asociali o discutibili! Ritengo ci siano molti preconcetti riguardo a Internet e che troppo spesso se ne parli senza sapere effettivamente di cosa si tratta.

Ermenegilda: non è altro che sciacallaggio da parte dei media concorrenti! Più che un giudizio, è una constatazione!

Ombretta: questa è la solita storia che si ha paura del nuovo per cui niente di più facile che demonizzare Internet. Diciamoci la verità: in Italia se ne parla poco e male e questo non aiuta il suo diffondersi.

Rosaria: lo considero un modo distorto di valutare la rete, che cela quanto in essa vi sia di positivo. Penso che tale comportamento tragga origine dalla necessità di demonizzare ciò che non si conosce al fine di giustificare il mancato avvicinamento al fenomeno. Spero che queste barriere culturali siano destinate a cadere in un futuro molto prossimo.

Silvia: negativamente, con tutto il rispetto per i media. Credo che bisogna provare

a far parte della rete per rendersi veramente conto di come vadano le cose. In sei mesi ho conosciuto in rete più gente che in tutta la mia vita, di ogni razza, paese e mentalità. E soprattutto, gli incontri avvengono spiritualmente, cioè non vi è il tradizionale approccio fisico che a volte pregiudica ogni rapporto. Si conosce la gente per come è fatta dentro.

Che consigli daresti a una donna che si avvicina per la prima volta al mondo di Internet?

Claudia: curiosità e attenzione mi sembrano due ottime parole operative in questo

caso.

Elena: darei a una donna gli stessi consigli che darei a un uomo. Sta a ogni individuo utilizzare Internet seguendo i proprio gusti e le proprie necessità.

Ermenegilda: lanciarsi e non solo in rete!

Ombretta: di non stupirsi di fronte a una tale mole di informazioni, di pensare che dietro ogni pagina c'è un uomo o una donna che lavora e di incominciare l'esperienza della navigazione proprio dai newsgroup. Insieme si naviga meglio!

Rosaria: di lasciare spazio alla propria innata curiosità e di considerare Internet come un mondo nel quale è facile esprimere il proprio modo di essere e anche la propria femminilità, senza lasciarsi limitare dalle cosiddette barriere tecnologiche, che con un minimo sforzo sono facilmente superabili.

Silvia: avere tanta fantasia, curiosità, rispetto della Netiquette e voglia di imparare l'Html (semplicissimo!). …e poi, venite a fare una visita allo Spazio Donna, io vi aspetto! E magari diventate come me cittadine di PegaCity e bussate alla porta della mia casa!

(ddejudicibus@tecnet.it )




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